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Sakana AI: cos’è il laboratorio che sfida i giganti dell’intelligenza artificiale

Mentre il mondo dell’intelligenza artificiale sembra una corsa a chi costruisce il modello più grande e affamato di potenza di calcolo, c’è un laboratorio giapponese che ha scelto la strada opposta: più piccolo, più efficiente, ispirato al modo in cui funziona la natura. Si chiama Sakana AI, ha sede a Tokyo, e nel giro di due anni è diventato la startup privata più valutata del Giappone. Vediamo di cosa si tratta e perché se ne parla così tanto.

L’essenziale. Sakana AI è un laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale fondato a Tokyo nel 2023. La sua idea guida è costruire modelli “ispirati alla natura”: invece di addestrare reti gigantesche da zero, combina ed evolve modelli esistenti, puntando su efficienza e basso consumo. Il nome significa “pesce” in giapponese e richiama l’intelligenza collettiva di un banco di pesci.

Chi c’è dietro Sakana AI

Sakana AI nasce nel 2023 dall’incontro di tre figure di peso. Il CEO è David Ha, ricercatore che ha lavorato in Google e poi è stato a capo della ricerca di Stability AI. Con lui c’è Llion Jones, uno dei co-autori di “Attention Is All You Need”, il celebre studio del 2017 che ha introdotto i Transformer, l’architettura alla base di praticamente tutti i modelli di IA moderni. A completare il gruppo dei fondatori c’è Ren Ito.

Già questa combinazione spiega l’attenzione che il progetto ha attirato: persone che hanno contribuito a definire l’IA di oggi hanno deciso di lasciare i grandi gruppi per costruire qualcosa di diverso, e per di più lontano dalla Silicon Valley. Se vuoi un quadro più generale di come questa tecnologia stia entrando nella quotidianità, abbiamo dedicato una guida all’intelligenza artificiale nella vita quotidiana.

L’idea: un’intelligenza “ispirata alla natura”

Il cuore di Sakana AI è una filosofia diversa da quella dominante. La maggior parte dei laboratori costruisce modelli enormi addestrandoli da zero, con costi di calcolo e consumi energetici altissimi. Sakana prova invece a imitare la natura: come in una popolazione di organismi, parte da modelli già esistenti e li fa “evolvere” e combinare tra loro, selezionando di volta in volta le versioni migliori.

Il logo stesso racconta questa visione: un banco di pesci che si muove all’unisono, con un singolo pesce rosso che nuota in direzione diversa. È la metafora dell’intelligenza collettiva unita a un pizzico di anticonformismo. Il vantaggio pratico di questo approccio è l’efficienza: meno potenza di calcolo, meno energia, costi più contenuti. Un punto non da poco, in un settore in cui i consumi stanno crescendo a un ritmo che molti considerano insostenibile.

Le ricerche che l’hanno resa famosa

Più che per un chatbot dal grande clamore, Sakana AI si è fatta conoscere per alcune ricerche originali:

  • Evolutionary Model Merge: un metodo per “fondere” più modelli esistenti usando algoritmi evolutivi, ottenendo nuove capacità senza un addestramento costosissimo da zero.
  • The AI Scientist: un sistema che prova ad automatizzare l’intero processo della ricerca scientifica, dalla formulazione di un’ipotesi fino agli esperimenti e alla stesura di un articolo.
  • Modelli per la lingua giapponese: versioni ottimizzate per la lingua e la cultura del Paese, in linea con l’idea di un’IA “sovrana” pensata su misura per un territorio.

Sul fronte dei prodotti, l’azienda ha presentato strumenti come Sakana Fugu, Sakana Marlin e un’interfaccia di chat. Puoi trovare i dettagli aggiornati e gli ultimi studi direttamente sul sito ufficiale di Sakana AI.

Un unicorno da record

La traiettoria economica è stata fulminea. Dopo un primo finanziamento iniziale all’inizio del 2024, a settembre dello stesso anno la società ha raccolto un round da circa 214 milioni di dollari che l’ha portata a una valutazione di 1,5 miliardi, diventando il primo “unicorno” dell’IA giapponese. A novembre 2025, come riportato da TechCrunch, un nuovo round da 135 milioni di dollari ne ha spinto il valore a 2,65 miliardi, facendone la startup privata più valutata del Giappone.

Tra gli investitori figurano nomi pesanti del mondo finanziario e tecnologico, giapponesi e internazionali, inclusi colossi bancari come MUFG e fondi legati al settore tecnologico e a quello dell’intelligence. Un segnale di quanto il progetto sia considerato strategico, non solo dal punto di vista commerciale.

Perché Sakana AI è importante

Il caso Sakana è interessante perché propone un modello alternativo alla logica del “più grande è meglio”. L’azienda non punta a battere i giganti come OpenAI o Google sul loro stesso terreno, ma a costruire sistemi efficienti, specializzati e adatti alle esigenze di un Paese specifico, quello che viene chiamato “sovereign AI”, cioè un’IA che riflette la cultura e i valori di una nazione.

È una scommessa sul fatto che i vincoli, come avere meno risorse di calcolo, possano stimolare la creatività anziché frenarla. E mostra come anche realtà al di fuori dei soliti poli possano ritagliarsi un ruolo da protagoniste. Del resto l’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente molti settori, dalla ricerca scientifica alla sicurezza online: a proposito, sai come l’IA sta rendendo più sofisticate anche le truffe digitali? Ne parliamo qui.

Domande frequenti

Cosa significa “Sakana”?

In giapponese significa “pesce”. Il nome richiama l’intelligenza collettiva di un banco di pesci, un’immagine coerente con l’approccio dell’azienda, ispirato ai sistemi naturali.

Sakana AI compete con OpenAI o Google?

Non direttamente. Invece di rincorrere i modelli generalisti più grandi, punta su sistemi più efficienti e specializzati, ottimizzati per esigenze specifiche come la lingua e la cultura giapponese.

Dove ha sede l’azienda?

A Tokyo, in Giappone. È nata nel 2023 e si propone come principale laboratorio di ricerca avanzata sull’intelligenza artificiale del Paese.

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