Autore: comeonline

tastiera pc illuminata con colori arcobaleno

Come scegliere la migliore tastiera per il tuo pc

Tastiere Consigliate



Consigli tecnici per orientarsi nel mondo delle tastiere

Mouse e tastiera sono detti anche periferiche di input, sono infatti lo strumento principale per l’utilizzo del computer in qualsiasi contesto, che sai lavorativo o intrattenimento. Se diamo un’occhiata a cosa offre il mercato è facile perdersi tra specifiche tecniche, estetiche ed ergonomiche di ogni tipo. In questo articolo cercheremo di definire alcune caratteristiche utili per farti orientare meglio tra i tanti tipi di tastiere in commercio.

Le tastiere, meglio meccaniche o a membrana?

Parlando di tastiere la principale distinzione da considerare riguarda proprio i tasti, ovvero i contatti che permettono mediante la pressione del tasto di trasmettere l’input al computer.

Le tastiere a membrana, generalmente più economiche, hanno una struttura composta da 2 membrane sovrapposte, alla pressione del tasto si attiva la trasmissione del segnale. Le tastiere meccaniche invece, sono composte da “switch”, interruttori, che per ogni tasto alla pressione trasmettono l’input. La principale differenza da evidenziare sta nella “corsa” richiesta per la digitazione di un carattere. Le tastiere a membrana infatti richiedono la pressione completa del tasto, le tastiere meccaniche invece, a seconda della tipologia di switch, possono richiedere quasi uno “sfioramento” del tasto. Per questa ragione negli ultimi anni si tende a preferire le meccaniche, in quanto sono più idonee a una scrittura più rapida, hanno una maggiore precisione e in ambito gaming offrono una maggiore prontezza e rapidità nella trasmissione del comando.

Cosa offre il mercato delle tastiere?

È facile perdersi nella scelta di una tastiera, è comunque opportuno “scremare” il mercato in base alle proprie esigenze. Potremmo, in questa sede, considerare la maggior parte delle tastiere a membrana come prodotti per un utilizzo piuttosto basico, quindi ufficio o navigazione web. Si tratta di prodotti generalmente più accessibili, leggere e silenziose.

Le tastiere meccaniche invece richiedono un’indagine più approfondita. La struttura a switch infatti offre una maggiore reattività, sia in ambito di scrittura che di gioco. L’intervallo di tempo tra la pressione e il raggiungimento dell’input è decisamente inferiore. Per questo motivo sono spesso consigliate a chi scrive rapidamente e a chi vuole dedicarsi al gaming. Gli interruttori inoltre offrono un ritorno, un feedback, che nella scrittura e nella pressione dei tasti ne denota la caratteristica cosiddetta “feedback tattile”. Da questo tipo di feedback iniziano anche alcune considerazioni di carattere soggettivo. Ci sono infatti switch più o meno rumorosi, alcuni switch richiedono semplicemente lo sfioramento pe trasmettere l’input piuttosto che una pressione maggiore. Vi sono infine numerosi aspetti estetici quali l’illuminazione, utile per scrivere con poca luce, oltre a numerosi comandi supplementari, quali tasti multimediali o personalizzabili.

Principali caratteristiche delle tastiere

La prima caratteristica da considerare è la dimensione della tastiera. Ci sono diversi standard, di seguito i più diffusi:

  • 100%. Tastiera completa, con tastierino numerico e tasti funzione. E’ l’ideale chi usa la tastiera per lavorare, forse non il massimo per il gaming competitivo, in quanto toglie un po’ di spazio di manovra al mouse.
  • 80%. Tastiera conosciuta anche come TKL (Ten keyless), ovvero senza tastierino numerico. La mancanza del tastierino permette un’occupazione di spazi inferiore, probabilmente sono un buon compromesso per un utilizzo misto, lavoro e gaming.
  • 60%. Tastiera compatta, scompaiono i tasti funzione, che verranno attivati mediante la selezione contemporanea di un tasto di “funzione alternativa”, il tasto “FN” per intenderci. Anche i direzionali ora saranno insieme ai tasti principali, non più separati sulla destra. Sono più facili da portare e poco ingombranti. Per un uso gaming vanno bene, per un utilizzo lavorativo è bene fare alcune prove, onde ritrovarsi a perdere tempo a causa della mancanza di tastierino numerico e tasti funzione.

CONCLUSIONE

Siamo certi di averti dato informazioni importanti sulle tastiere e di aver approfondito aspetti tecnici che ti guideranno nell’acquisto.

Per rimanere al passo col mondo tech continua a seguire il nostro blog, ogni settimana tanti approfondimenti utili.

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7 consigli per applicare lo smalto come un’estetista

I segreti per una manicure professionale

Ti sei mai chiesta perché le tue unghie hanno sempre un aspetto migliore dopo una manicure professionale, rispetto a quando la fai da sola a casa? 

Tutto dipende dalla tecnica giusta. Le onicotecniche – letteralmente le professioniste delle unghie – sanno esattamente come curare le mani e applicare lo smalto, così le unghie hanno una finitura liscia e lucida che dura più a lungo della tipica manicure casalinga. Se vuoi sapere come applicare lo smalto come un’estetista professionista, segui i nostri 7 consigli

  1. SCEGLI LO SMALTO GIUSTO

Quando compri lo smalto, non focalizzarti solo sul colore. Scegli sempre marche di smalti di alta qualità che sono presenti nei saloni estetici. Essie, OPI e Sally Hansen sono marche consigliate dai professionisti e si possono trovare in qualsiasi reparto di bellezza. Non serve spendere una fortuna, ma spendere bene: lo smalto contiene sostanze chimiche e se non è un buon prodotto le unghie possono danneggiarsi o diventare gialle.

Se hai uno smalto che è da tanto tempo nel tuo beauty, assicurati che sia ancora buono da usare sulle unghie. Se lo smalto si è separato e non si fonde dopo una rapida scrollata, buttalo via e acquista un nuovo nail polish. Se lo smalto si è seccato, non usarlo, altrimenti otterrai un risultato irregolare e a chiazze.

  1. LIMARE E LUCIDARE LE UNGHIE

Inizia la manicure o la pedicure con mani e unghie pulite. Usa una lima e un buffer per modellare e uniformare le unghie. Muovi la lima per unghie partendo dall’angolo verso il centro, procedendo in un’unica direzione. Ricorda che la lima per unghie non è un seghetto! Non trascinarla avanti e indietro: potrebbe scheggiarsi e danneggiare le estremità delle unghie. Prenditi il tuo tempo per limare con cura le unghie.

La lucidatura delle unghie è una fase spesso trascurata nella manicure casalinga. Lucidare le unghie è molto importante, che aumenta la circolazione nel letto ungueale e crea una superficie più liscia per l’applicazione dello smalto. Tuttavia, se eseguita in modo scorretto, la lucidatura può causare più danni che benefici.

La maggior parte delle lame per unghie ha quattro superfici diverse, ognuna con una grana diversa. Partendo dalla grana più ruvida, tieni il buffer in posizione obliqua rispetto alla superficie dell’unghia e fallo scorrere verso il centro dell’unghia.

  1. APPLICA BASE E TOP COAT PER UNGHIE PERFETTE

Un’estetista esperta non salta questo passaggio… e nemmeno tu dovresti farlo! I residui e gli oli sulle unghie possono causare la scheggiatura o lo sfaldamento dello smalto, quindi è necessario stendere una base solida. La base aiuta anche a proteggere le unghie e le cuticole da problemi comuni come la rottura, la spaccatura e la desquamazione.

Non serve spiegare l’importanza di applicare il top coat: protegge lo smalto, previene le scheggiature e aggiunge lucentezza per un aspetto ben rifinito. Per uno smalto di lunga durata, scegliete un top coat lucido e ad asciugatura rapida.

  1. PENNELLO A PUNTA FINE PER CREARE UN CONTORNO DEFINITO INTORNO ALLE CUTICOLE DELLE UNGHIE

Questo è un piccolo trucco per una manicure professionale. Immergi un pennello pulito a punta fine nel solvente per smalto, nell’acetone, poi traccia un contorno intorno alla cuticola. Questo fa una grande differenza a livello visivo, definisce i bordi dello smalto per un effetto da salone di bellezza.

Una volta finito, applica un olio o una lozione per idratare nuovamente le cuticole.

  1. APPLICARE LO SMALTO CON CURA

Un altro segreto di bellezza: prima di aprire la boccetta di smalto, falla rotolare tra le mani per 15-20 secondi. In questo modo lo smalto si mescolerà senza creare bolle, che possono formare uno strato non uniforme sull’unghia. Quando estrai il pennello dalla boccetta, pulisci bene un lato sul collo della boccetta, di modo che solo un lato avrà la quantità giusta di smalto da stendere. Eccesso di smalto sull’unghia? Con un movimento fluido togli la quantità in eccesso con la parte pulita del pennellino.

Come si mette lo smalto? Ci sono molte tecniche, quella che ti suggeriamo per un effetto professionale: sposta il pennello dal centro dell’unghia, dalla cuticola e poi arriva alla punta. Quindi, passare il pennello lungo il lato destro e sinistro. Questo metodo a tre strisce assicura uno strato uniforme su tutta la superficie dell’unghia, senza aggiungere troppo smalto.

Lasciare asciugare ogni strato prima di aggiungere il successivo. Applicate ancora uno o due strati per uniformare e rendere più ricco il colore, quindi termina con il top coat.

  1. RUOTA LA MANO DOMINANTE PER APPLICARE LO SMALTO

Una delle difficoltà nell’applicare lo smalto da sole consiste nell’utilizzare la mano non dominante. Ad esempio, se siete destrimani, applicare lo smalto con la mano sinistra può risultare particolarmente difficile. Questo tip di bellezza ti permetterà di avere la manicure perfetta anche a casa da sola: invece di affidare tutto il lavoro alla sinistra (o alla destra se sei mancina), appoggia e stendi la mano destra, poi ruotala dolcemente sotto il pennellino. In questo modo le due mani si aiuteranno nella manicure. L’unione fa la forza, no!?

Ovviamente questo trucchetto risulta adatto più per la manicure che per la pedicure.

 

  1. LASCIA ASCIUGARE BENE LO SMALTO

Ora penserai “sì, certo…” con sufficienza. Ma la realtà è questa: tutte noi mettiamo lo smalto e poi iniziamo a fare mille lavori domestici, e così addio smalto perfetto.

Questo è il mantra della manicure “bisogna lasciare asciugare lo smalto”.

Per il tempo necessario che occorre, guarda la tv, ascolta della buona musica, ma non fare attività manuali!

Hai pochi minuti per mettere lo smalto perché devi uscire? Allora non metterlo, meglio un look nude che uno smalto pasticciato e sbeccato!

Ma quanto tempo ci vuole per far asciugare lo smalto?

In genere sono necessari almeno 20 minuti di asciugatura perché il colore si fissi.

Continua a seguirci per altri consigli di bellezza!

Smalti consigliati



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Vuoi vendere casa in poco tempo? L’Open House è la strategia di vendita che ti serve.

Chi almeno una volta non ha visto un film americano, in cui davanti a una bella casa appariva il cartello “Open House”. La scena continuava con l’ingresso in una casa aperta, al cui interno un agente immobiliare invitava a mangiare biscotti e visitare l’immobile.

Chiaramente questo è un film, e forse in America succede proprio così, in Italia l’Open House è un sistema di vendita leggermente diverso, adattato alla nostra realtà, ma sicuramente valido per vendere velocemente casa.

L’Open House è una strategia per vendere bene

L’Open House nasce con un intento ben preciso: far vedere un’immobile, in un breve lasso di tempo, a più persone possibili. Come dice il nome stesso, Open House significa letteralmente “casa aperta”, i potenziali acquirenti possono visitare la casa a cui sono interessati senza vincoli o pressioni. Questo incentiva le persone a partecipare, ed evita agli agenti immobiliari di perdere tempo in visite singole con curiosi che in realtà non sono intenzionati a comprare casa.

All’Open House tutti possono partecipare, e questo non solo è un vantaggio in termini di tempo, ma anche di motivazione.

Vedere altre persone interessate all’acquisto, stimola un processo psicologico detto “di scarsità”. C’è una sola casa e più persone vorrebbero averla. Così sale la motivazione a fare un’offerta! E non solo, l’offerta sarà di solito pari al prezzo richiesto o di poco sotto. Perché se altre persone faranno offerte, potrebbero farne di più alte, quindi abbassare la somma offerta escluderebbe immediatamente dalla rosa dei possibili acquirenti.

Partecipando all’Open House raccogli informazioni che ti saranno utili al momento della decisione finale. Puoi esplorare il quartiere, se non lo conosci puoi capire meglio come sarebbe vivere lì. Puoi controllare se ci sono le scuole o i servizi che ti interessano e vedere se la zona è ben collegata con autobus o altri mezzi pubblici; tutte informazioni che incidono sul valore della casa!

L’Open House in Italia

In America la cultura dell’Open House esiste da anni e col tempo si è evoluta in base alle esigenze del target americano. L’Open House in Italia ha delle differenze sostanziali, di solito infatti:

  • l’Open House dura una mattina o un pomeriggio. In America può durare alcuni giorni,
  • Per invitare le persone a partecipare in Italia si mandano inviti – elettronici via mail o telefonici – oppure si fanno delle pubblicità. In America spesso basta piazzare un cartello davanti all’abitazione
  • In Italia all’Open House partecipano uno o più Agenti Immobiliari dell’Agenzia, un tecnico (geometra o architetto). Lo scopo è dare tutte le informazioni utili a chi vuole comprare casa. In America l’Open House spesso è meno tecnico e più emozionale: viene spesso cotta una torta nel forno per profumare l’ambiente e renderlo accogliente!

Come si prepara un Open House?

Un Agente Immobiliare dovrà preparare un dépliant – meglio ancora se una cartella – con tutte le informazioni dell’immobile: planimetria, descrizione e foto. Questo materiale sarà consegnato ad ogni partecipante, così da poter riflettere meglio a mente fredda.

È fondamentale, prima di aprire la casa ai visitatori, che l’immobile sia reso “attraente” con interventi di Home Staging. Per Home Staging si intendono delle tecniche di intervento sugli interni che hanno lo scopo di ordinare, valorizzare e abbellire l’abitazione.

Ci sono dei professionisti specializzati in questo che è un vero e proprio lavoro, professionisti che all’occorrenza potranno anche procurare mobili per valorizzare e arricchire gli interni: tutto questo farà sentire a casa chi visita l’immobile, riusciranno a proiettarsi al suo interno e questo rafforzerà la loro intenzione di comprare casa.

Se devi vendere casa, vuoi farlo in poco tempo e con il massimo profitto, l’Open House è la strategia giusta! seguici per ricevere maggiori informazioni

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5 errori comuni che fa chi compra casa per la prima volta

Consigli per non sbagliare quando compri casa

La maggior parte delle persone che sogna di acquistare una casa, sa esattamente cosa sta cercando e quanto vorrebbe spendere per il mutuo, tuttavia non considera alcuni dettagli importanti.

Gli sbagli di chi compra casa

Dopo la pandemia, il mercato immobiliare vive un momento caldo. Molte persone lasciano i centri abitati per trasferirsi in collina o realizzare il sogno di vivere al mare. Così in città ci sono nuovi immobili disponibili, e anche nei borghi, visto il fermento immobiliare, proprietari che non credevano di riuscire a vendere, si sono decisi a mettere sul mercato i loro immobili inutilizzati.

Avere tante occasioni immobiliari tra cui scegliere, può spingere a fare errori: la fretta o il troppo entusiasmo nell’immobiliare sono un rischio. Quando si compra casa bisogna rimanere razionali, non cedere a innamoramenti immobiliari a prima vista, ma bisogna valutare con attenzione ogni aspetto. Infatti un investimento immobiliare è una decisione che incide profondamente sulla nostra vita, sulla disponibilità economica e che ci vincola per anni, ecco perché uno sbaglio costa e non solo in denaro ma in stress e frustrazioni.

Ecco i 5 errori che spesso commette chi compra per la prima volta.

Questi sono gli sbagli più frequenti tra i compratori di immobili:

1. Non tengono conto di tutte le loro opzioni. L’acquisto non è la sola possibilità per godere di una casa propria. Se rimarrai in un luogo solo per pochi anni, ti conviene comprare? A volte l’affitto è la soluzione migliore, più economica e meno vincolante.

2. Nei costi per l’acquisto di una casa non considerano tutte le spese, e si trovano a dover richiedere dei prestiti. Comprare casa non è solo spendere denaro per l’immobile ma ci sono delle spese collegate. Durante l’acquisto ci sono le spese del notaio e quelle per l’agenzia, nonché per chiedere eventuali documenti o certificazioni. Dopo l’acquisto devi pensare se vuoi fare un’assicurazione per la casa e tutte le tasse che dovrai pagare. Se non hai ben chiaro il piano delle spese prima dell’acquisto, rischi di trovarti nei guai!

3. Non far vedere la casa che si vorrebbe acquistare a dei professionisti, fare da soli nell’immobiliare è un rischio enorme. Per prima cosa bisogna appoggiarsi a un’agenzia immobiliare, che saprà cosa fare sia per la trattativa sia prima di arrivare dal notaio con tutti i documenti che servono. E prima di comprare visita la proprietà con un geometra o un architetto, hai bisogno di un occhio esperto che dica se l’immobile ha bisogno di ristrutturazioni importanti o meno, così non rischi, ad esempio, di comprare una casa con un tetto da rifare…

4. Acquistano perché pensano di fare un investimento immobiliare che, rivendendo dopo poco tempo, darà loro guadagni. Investono quindi i risparmi di una vita in un immobile senza valutare quanto costa in realtà investire per far aumentare di valore la casa acquistata. Investire in un immobile non è un’operazione finanziaria che ti darà un ritorno velocemente: se sei un privato che ha bisogno di guadagnare soldi in fretta, la soluzione non è l’immobiliare.

5. Non considerano il rapporto debito/reddito prima di chiedere un finanziamento. Un istituto di credito considera questo rapporto quando esamina la tua capacità di pagare per una casa. Se hai accumulato troppi debiti, potresti non essere considerato idoneo per un prestito. Dimostra affidabilità: non indebitarti prima di richiedere mutuo o un finanziamento per la casa!

Comprare casa con un’Agenzia Immobiliare ti tutela

Se compri casa per la prima volta e non hai alcuna esperienza nel settore immobiliare, è fondamentale affidarsi a un esperto. Scegli un consulente immobiliare di fiducia, qualcuno che faccia i tuoi interessi

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5 consigli per una presentare la tua casa agli acquirenti

La prima impressione conta, ecco perché devi mostrare il tuo immobile al meglio

Lo scopo di mostrare la tua casa a un potenziale acquirente è quello di stupirlo. Vuoi che l’acquirente entri nella tua casa e ne rimanga impressionato, così da fare una offerta per l’acquisto!

La prima impressione è quella che conta, quindi devi far esaltare i punti forza del tuo immobile durante le visite dei potenziali acquirenti. Ricorda che se hanno deciso di vedere dal vivo l’immobile hanno la giusta motivazione per comprare casa tua, ma devi presentarla facendo leva su quello che chi la visita si aspetta di trovare. Quindi assicurati di seguire questi cinque suggerimenti per fare colpo sul tuo potenziale acquirente

  1. Concentrati sull’esterno. Assicurati di non trascurare il giardino o i piccoli spazi verdi della tua casa.
    Se una volta arrivato, arrivato l’acquirente noterà un prato incolto o un’aiuola moribonda, si domanderà cos’altro non è stato curato adeguatamente all’interno della casa. L’esterno della tua casa deve essere perfetto, perché rappresenta l’esteriorità della tua casa, è il suo vestito. E un bell’abito comunica sempre pensieri positivi. Assicurati che non ci sia sporcizia, ragnatele e che tutto ciò che ha bisogno di essere verniciato sia stato ritoccato.
  2. Esci di casa. Nel senso che devi eliminare tutte le cose personali, che investono della tua personalità l’immobile. Certo, non è facile se abiti nell’immobile da vendere, perché tendiamo a far assomigliare la nostra casa a noi stessi. Però ci sono dei semplici accorgimenti che puoi utilizzare: rimuovi le foto di famiglia dal muro o dai mobili, togli chitarre o oggetti di hobbistica. Se la casa apparirà neutra, i potenziali acquirenti potranno guardare la tua casa e immaginare sé stessi all’interno.
  3. A colpo d’occhio, ogni cosa deve essere in ordine. Se ti guardi intorno, ti stupirai di quante cose hai accumulato negli anni. Quando hai molto disordine, si restringe lo spazio abitativo della casa, sembra più piccola. Si chiama “cecità domestica”, quando siamo così abituati al disordine intorno a noi, che non lo vediamo più; ma a un estraneo salterà subito all’occhio l’accumulo di cose e la loro collocazione nel posto sbagliato. Quindi ripulisci la tua casa dal superfluo e rendi lo spazio il più libero possibile.
  4. Se hai un animale domestico, nessuno visitando la tua casa, dovrebbe notare la sua presenza. Cerca di mettere in uno spazio non troppo evidente la lettiera del gatto, riordina i giochi del cane e soprattutto: pulisci bene la casa dai residui di peluria! Il tuo potenziale acquirente potrebbe essere allergico o temere gli animali. Cerca di accogliere il tuo visitatore con tutte le premure possibili per farlo sentire a casa sua.
  5. Metti in scena la tua casa! Si chiama Home Staging, ed è l’arte di disporre oggetti e fare ordine seguendo regole precise. È una vera e propria tecnica e ci sono dei professionisti che se ingaggiati possono aiutarti a vendere casa tua prima e meglio, perché sapranno come far esaltare i punti forti della tua abitazione. Devi attrarre il tuo acquirente e rendere bello l’immobile curando anche l’arredamento, l’oggettistica e la scelta delle sue tonalità.

Suggerimento immobiliare extra


Le prime impressioni contano e quando mostri la tua casa a potenziali acquirenti, seguendo i semplici suggerimenti di cui sopra sarai, sulla buona strada per colpire positivamente. Perché più attrazione per il tuo immobile, vuol dire più offerte!
Un ultimo consiglio: un Agente Immobiliare può darti altri suggerimenti, perché vedendo il tuo immobile sapra dirti cosa cercano le persone, e cosa secondo lui distingue il tuo immobile dagli altri, avendo lui contatto diretto ogni giorno con gli acquirenti e i loro bisogni. Per compravendite immobiliari, chiedi sempre aiuto a un Agente Immobiliare!

Rivoluziona l’applicazione del fondotinta

Scopri i segreti del make up viso perfetto

Tutto inizia dalla base e anche per il make up, vale questa regola. Un bel trucco del viso inizia con una base perfetta, ovvero con una buona stesura del fondotinta. Fard, bronzer e altri prodotti cosmetici per illuminare il viso, faranno risplendere il tuo volto, solo se il fondotinta è stato applicato correttamente.

Alcuni trucchi per l’applicazione del fondotinta, possono farti apparire più attraente ed elegante anche se opti per un trucco semplice, dall’effetto nude e casual. Per questo motivo, è essenziale dedicare un po’ di tempo ad applicare bene il fondotinta e assicurarsi che la pelle sia perfetta. In questo post troverai i “mai-più-senza” per applicare il fondotinta come un vero make up artist!

Quali sono i tipi di fondotinta?

Partiamo dalla classificazione delle varie tipologie di fondotinta. Non ne esiste una migliore o peggiore, dovrai scegliere quella con cui ti trovi meglio, in base alla tua pelle del viso e alla facilità di applicazione.

Il fondotinta liquido è il più popolare dei quattro e va bene per tutti. Se applicato bene, può far apparire la pelle impeccabile, proprio come quella delle top model in passerella. Tuttavia, se usato su pelli non giovani può accentuare i segni del tempo, in questo caso si consiglia un fondotinta in polvere che copre rughe e piccole cicatrici. Prima di decidere quale sarà la formula preferita del nostro fondotinta, bisogna sperimentare. 

Ci sono 4 quattro diversi tipi di fondotinta:

Consiglio n° 1:  preparare la pelle al make up

Il primo e fondamentale consiglio per l’applicazione del fondotinta è che deve essere steso sulla pelle ben pulita e liscia. È bene quindi utilizzare, prima di truccarsi il viso, un semplice detergente per rimuovere ogni traccia di trucco, polvere o sporcizia dalla pelle. Successivamente, tonificare la pelle con un tonico senza alcool (questo serve per restringere i pori), infine applica massaggiando bene una crema idratante. Per chi ha la pelle secca o desquamata, suggeriamo di strofinare il viso con uno scrub delicato, per poi tonificarlo e idratarlo; ovviamente questa beauty routine dello scrub va fatta saltuariamente per non rovinare la pelle e lasciarle il tempo di rigenerarsi

Consiglio n° 2: applica un primer prima del fondotinta

Se hai i pori dilatati, è molto utile utilizzare un primer. I primer per il viso aiutano anche a rendere più fluido il processo di applicazione del fondotinta, oltre che a farlo durare più a lungo.

Esistono diversi tipi di primer in vendita. Puoi utilizzare quello adatto al tuo tipo di pelle e alla tua condizione cutanea. Il primer funge da barriera tra la pelle e il fondotinta, evitando che i pori si ostruiscano, ecco perché è un componente fondamentale per il make up. Altro consiglio importante: chi ha la pelle viso grassa dovrebbe scegliere un primer in gel o a base d’acqua, mentre chi ha la pelle secca dovrebbe optare per un primer in crema.

Consiglio n° 3: stendi il fondotinta liquido sulla pelle senza errori

Le modalità di applicazione del fondotinta sono specifiche per ogni tipo di cosmetico.

Ora esamineremo 3 modalità di applicazione del fondotinta liquido:

1. Distribuire il fondotinta su tutto il viso.

Il modo migliore per garantire un’applicazione omogenea del fondotinta è quello di distribuirlo su tutto il viso. Prelevate il fondotinta con il dorso della mano e utilizzate il dito per distribuirlo su tutto il viso.

Si può usare anche un pennello per fondotinta, ma se si usano le dita, queste possono aiutare a scaldare leggermente il fondotinta e a sfumarlo meglio. I truccatori esperti utilizzano i pennelli perché hanno più dimestichezza con questo processo e conoscono alla perfezione i prodotti di make up, per un non esperto le dita rimangono lo strumento migliore per applicare il fondotinta!

Inoltre, bisogna iniziare a stendere il fondotinta dal centro. Quando si guarda il viso di una persona, il centro del viso è quello su cui si concentra naturalmente lo sguardo, per cui è necessario partire da qui e spostarsi poi verso l’esterno.

2. Fissare il fondotinta liquido con una cipria

La maggior parte dei fondotinta liquidi può rimanere in posa per 2 o 3 ore, prima che gli oli del viso inizino a rovinarlo. Ecco perché il fondotinta tende a svanire lentamente nel corso della giornata. Per evitare che ciò accada, si può usare una cipria traslucida per fissare il fondotinta. La cipria lo farà durare più a lungo e rimuoverà qualsiasi lucentezza extra. Puoi portare sempre con te una cipria compatta per fare dei ritocchi al trucco, soprattutto quando noti che la pelle tende ad ingrassarsi e diventare lucida nella zona T.

Consiglio n° 4: come applicare gli atri tipi di fondotinta, in polvere e mousse

Le modalità di applicazione del fondotinta sono specifiche per ogni tipo di cosmetico.

1. Applicazione corretta del fondotinta in polvere.

Questo tipo di fondotinta offre la minore copertura tra i quattro elencati sopra, ma è molto facile da usare e versatile, è adatto a tanti tipi di pelle. La maggior parte di questi fondotinta si presenta in una confezione compatta con un applicatore. Sebbene sia abbastanza facile da mettere, il modo per ottenere i migliori risultati con il fondotinta in polvere è quello di applicarlo lentamente, così da ottenere una copertura perfetta. In caso contrario, il risultato potrebbe risultare un po’ appiccicoso e innaturale. I fondotinta in polvere minerali sono ottimi per le pelli grasse!

 2. Applicazione corretta del fondotinta cushion.

Il fondotinta cushion o mousse, si applica in modo simile al fondotinta in polvere, anche se ha una consistenza che va dal cremoso al liquido. Bisogna picchiettarlo su tutto il viso e aumentarlo nelle zone in cui si ha bisogno di maggiore copertura. Questi fondotinta hanno di solito un effetto piuttosto naturale sulla pelle.

3. Applicazione del fondotinta in crema o in stick.

I fondotinta in stick stanno tornando di moda. Hanno dei vantaggi innegabili: sono i più adatti alle pelli secche, ecco perché chi ha la pelle grassa li trova un po’ troppo pesanti. Per applicare un fondotinta in stick, passa lo stick su tutto il viso con movimenti lunghi e poi usa un pennello per sfumare il tutto. Assicurati di sfumare nella direzione della crescita dei peli del viso, per dare un aspetto naturale. Applica poi una cipria in polvere per far durare il fondotinta tutto il giorno

Consiglio n° 5: scegli il colore del fondotinta giusto per la tua carnagione.

È importante che la tonalità del fondotinta risulti naturale, quando lo si applica sul viso, e che non stacchi troppo con l’incarnato del collo. Chiedi consiglio al momento dell’acquisto o scopri online la tonalità di fondotinta più giusta per la tua pelle, devi comprendere il tuo tono e sottotono.

Se hai una bella pelle, senza grossi problemi, puoi scegliere di usare una crema idratante colorata, una BB cream per uniformare il tono dell’incarnato e poi coprire le imperfezioni con un correttore. Puoi decidere di applicare il fondotinta solo per le occasioni speciali in cui vuoi apparire perfetta con un make up più strutturato.

Continua a seguirci per altri consigli di make up!

Che caratteristiche deve avere un monitor da gaming?

Specifiche tecniche per scegliere un monitor per giocare al computer.

Hai la passione del gaming e vorresti un monitor nuovo, più performante? In questo articolo ti spieghiamo le caratteristiche fondamentali che deve avere un monitor per fare gaming ad alti livelli.

Innanzi tutto bisogna sapere che i monitor si differenziano in base alla tecnologia del pannello che gestisce il comportamento dei pixel. Col passare degli anni, gli schermi piatti si sono evoluti seguendo diversi percorsi.

La tecnologia del monitor per computer

Oggi il mercato propone 4 diverse tipologie di monitor:

La tecnologia TN è la più “anziana” tra le menzionate, si tratta di schermi generalmente economici ma non per questo non adatti al gaming.

La OLED invece è la tecnologia più recente, ultimamente implementata anche sui monitor, fino a un anno fa solo alcuni modelli di Tv la utilizzavano, essa offre la migliore qualità a fronte di prezzi però più elevati.

Nel mezzo troviamo IPS e VA, ognuna con i suoi pro e contro, va sempre considerato l’uso che vogliamo fare del monitor e il proprio gusto.

Quali sono le principali differenze, nella resa, tra i diversi tipi di monitor?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo prendere in considerazione 4 aspetti:

1. Angolo di visuale.

Quanto cambia la visione del pannello se non ci troviamo perfettamente di fronte al pannello? I pannelli TN sono quelli che risentono maggiormente se osservati con una certa angolazione, tendono a modificare i colori e perdere parecchia visibilità. Gli IPS offrono una buona visualizzazione invece, sotto questo aspetto sono considerati una buona scelta anche in ambito lavorativo, si possono osservare in obliquo abbastanza bene. I VA offrono una discreta visualizzazione quasi quanto gli IPS. Gli OLED non hanno problemi di visualizzazione con angolo di visuale.

2. Luminosità.

Gli IPS sono generalmente i più luminosi, seguiti dai VA, dagli OLED e infine i TN. La luminosità può essere interessante se si cerca un prodotto che supporti anche l’HDR (High dynamic range), ovvero una gestione dell’illuminazione più realistica. In questo caso maggiore è la luminosità, maggiore è lo standard HDR raggiungibile.

3. Contrasto. Il contrasto è molto importante se considerato insieme alla luminosità ed è la caratteristica che più è influenzata dalle differenze tra le tecnologie disponibili. I pannelli VA sono quelli col maggior contrasto. Questo è dovuto dal fatto che hanno dei “neri” molto profondi, sono infatti spesso consigliati per l’utilizzo in stanze non particolarmente luminose. Gli IPS hanno decisamente meno contrasto, pur essendo i più luminosi, in genere non raggiungono dei neri dello stesso livello dei VA, saranno sempre un po’ sfumati sul grigio, non profondi come i VA. Questi pannelli in ambienti molto luminosi sono preferibili ai VA. I TN, figli ormai di una tecnologia un po’ anziana sono quelli che offrono il minor contrasto. Menzione a parte per gli OLED, che oltre alle ottime caratteristiche di luminosità, hanno la capacità di “spegnere” i pixel se deve essere visualizzato il nero, offrendo quindi il miglio contrasto in assoluto.

4. Frequenza e latenza.

Sono 2 elementi che è opportuno considerare contemporaneamente. La frequenza abbiamo visto che si traduce nel quantitativo di frames visualizzati al secondo, la latenza invece ci indica quanto tempo passa dall’input del comando a ciò che accade a schermo. Pensiamo a un gioco frenetico, ad esempio uno sparatutto o una simulazione di corsa, in questo ambito la prontezza nella risposta ai comandi e la possibilità di avere una visuale limpida nonostante una scena frenetica sono elementi che cambiano decisamente l’esperienza di gioco. La frequenza elevata ormai può essere raggiunta da qualsiasi tecnologia di pannello. Sulla latenza i più reattivi sono gli OLED, seguiti da TN, IPS e VA. Ultimamente stanno uscendo anche pannelli VA paragonabili agli IPS anche in termini di latenza.

Qual è il miglior monitor da comprare?

Ovviamente la risposta a questa domanda, è che devi basarti sul tuo caso specifico: che utilizzo farai del monitor e la disponibilità economica.

Vediamo alcuni punti che ti possono orientare nella scelta del monitor più giusto per te:

  • TN – Pro, sono i monitor più economici, offrono la possibilità di avere alto refresh (frequenza). Contro, hanno uno scarso angolo di visuale, la fedeltà dei colori e il contrasto sono inferiori alle altre opzioni in commercio
  • IPS – Pro, hanno alte frequenze, un ottimo angolo di visuale, buona fedeltà dei colori, alta luminosità. Contro, contrasto non elevato e sono monitor generalmente costosi.
  • VA – Pro, hanno alte frequenze, un buon contrasto e una buona fedeltà dei colori. Contro, hanno uno scarso angolo di visuale, possono soffrire in ambienti particolarmente luminosi.
  • OLED – Pro, hanno alte frequenze, alto contrasto, buona fedeltà dei colori e buon angolo di visuale. Contro, sono i monitor più costosi. Inoltre è possibile che dopo anni il pannello soffra di “burn in”, ovvero un difetto che porta un’immagine a rimanere “impressa” nello schermo se visualizzata per tanto tempo senza movimento.

In conclusione la scelta del monitor richiede un po’ di ricerca. Un consiglio pratico: una volta identificato un budget, la dimensione e la risoluzione del monitor, verifica di persona la resa. Spesso entrano in gioco abitudini, gusti personali e altri fattori soggettivi, per cui è opportuno vedere dal vivo la resa del monitor che vogliamo comprare

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Come scegliere il miglior monitor da gaming

Consigli utili per orientarsi nel mondo dei monitor per computer

Il monitor nell’insieme del sistema “computer” è la periferica che ci “consegna” i contenuti: è attraverso di esso che visualizziamo tutto ciò che riguarda l’utilizzo del computer. In questo articolo andremo a considerare gli aspetti principali per orientarsi nel mercato dei monitor e acquistare quello giusto per il tuo pc.

Caratteristiche tecniche principali dei monitor

La prima fondamentale caratteristica distintiva, tra i modelli di monitor in commercio, è la risoluzione. Considerando lo standard 16:9 le 3 principali categorie sono:

All’aumentare della definizione del monitor, in caso di gaming, corrisponderà una maggiore richiesta di potenza da parte della scheda video. In base alle dimensioni del pannello avremo un certo rapporto, chiamato PPI, ovvero “pixel per inches”, che indica quanti pixel sono contenuti nell’area di un pollice (2,5 cm) dello schermo. Più è elevato questo rapporto, maggiore è la definizione percepita.

È bene considerare, che è molto importante bilanciare il rapporto tra risoluzione e dimensione dello schermo.  Facciamo un esempio pratico: se avessimo una risoluzione Full HD su un pannello da 40 pollici ci troveremmo a vedere i contenuti al pc con una grafica sempre sgranata. Al contrario, se scegliamo una risoluzione 4K su un pannello da 24 pollici, ci troveremmo a visualizzare le icone del sistema operativo come miniature.

Di seguito possiamo notare dei range accettabili per quanto riguarda le dimensioni dello schermo del computer in base alla risoluzione:

  • Full Hd 1980 x 1080 pixel, fino a 27 pollici
  • QHD 2560 x 1440 pixel, da 24 a 32 pollici
  • 4K, 3840 x 2160 pixel, da 27 pollici in su

Guida al formato dei monitor per computer

Altra caratteristica principale, per scegliere il monitor giusto, è il formato dello schermo, cioè il rapporto tra la misura orizzontale e verticale del monitor. Loi standard principale è il 16:9. Col passare del tempo e l’evoluzione dei pannelli, sono emersi anche altri formati panoramici. Pensiamo per esempio ai monitor 21:9 e 32:9.

Questi monitor di grande formato, si sono evoluti considerando un utilizzo lavorativo di numerose finestre aperte contemporaneamente. Infatti un pannello monitor ad ampia visuale, consente di poter gestire molte più finestre rispetto a un singolo 16:9.

L’altro ambito che ha dato una decisa spinta al diffondersi dei formati monitor ultrawide è il gaming. Sono schermi particolarmente adatti alle simulazioni di guida e agli sparatutto in prima persona.

Quanti Hertz deve avere un buon monitor?

Dopo le caratteristiche “fisiche” più importanti in un monitor, prendiamo ora in considerazione un elemento che negli anni recenti è diventato determinante per la scelta dello schermo, soprattutto in caso di utilizzo gaming, si tratta della frequenza.

Fino a una decina di anni fa era un aspetto trascurabile, oggi invece, con la potenza a disposizione è possibile avere frequenze ben più elevate dei canonici 60hz. Abbiamo pannelli da 60hz, 75hz, 144hz, 240hz e oltre.

Più sale la frequenza del monitor, maggiore è la visualizzazione di frames per secondo e in sostanza percepiremo una fluidità più nitida e definita. Visualizzando una maggiore quantità di fps beneficeremo anche di una minore latenza in game, questo si traduce in una reattività più immediata tra il comando e ciò che accade sullo schermo; questa caratteristica è spesso ricercata da chi gioca a sparatutto a game pc competitivi.

A questo punto bisogna menzionare le tecnologie di sincronizzazione, che sono fondamentali per l’utilizzo dei monitor.

Le tecnologie di AMD e Nvidia per la sincronizzazione, sono Freesync e Gsync, Servono a mantenere perfettamente in sincro l’output della scheda video e del monitor, evitando che si creino fastidiosi artefatti o imperfezioni, soprattutto quando la scheda video eroga tanti frames per secondo. Queste tecnologie di sincronizzazione sono fondamentali soprattutto in caso di utilizzo del monitor per giocare.

Qual è la giusta distanza dal monitor?

Un primo parametro, per poter iniziare a scegliere il proprio monitor, può essere la distanza. Di seguito riportiamo delle indicazioni di massima, che possono servire a scegliere la dimensione più giusta dello schermo:

  • 24 pollici – dai 40cm fino a 1mt
  • 27 pollici – dai 45cm fino a 1mt e 15cm
  • 32 pollici – dai 50cm fino a 1mt e 35cm
  • 38 pollici – dai 65cm fino a 1mt e 60cm
  • 42 pollici – dai 75cm fino a 1mt e 80cm

Siamo certi che con queste informazioni saprai scegliere il miglior monitor per pc.

Non ti resta che surfare in rete per confrontare produttori e prezzi, buon acquisto!

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Casa da ristrutturare: è un investimento da fare?

Scopri quando è il caso di investire denaro in proprietà dismesse

Ci sono molti investimenti che vengono fatti nel settore immobiliare, la maggior parte dei quali sono studiati per ottenere guadagno dalla proprietà acquistata. Lo schema è comprare, far salire il valore dell’immobile e infine vendere.

Investire in proprietà dismesse per guadagnare denaro

Un tipico caso è quello di acquistare case abbandonate o proprietà da ristrutturare.

Quando ci troviamo difronte a una proprietà dismessa, i motivi per cui è in questo stato possono essere:

  • Incuria dei precedenti proprietari. Si tratta di un immobile che ha bisogno di piccole ristrutturazioni e un ammodernamento. Può essere un’occasione ghiotta per chi non ha grossi capitali da investire, basta non lasciarsi spaventare dallo stato attuale, ma vedere oltre il presente e immaginare l’immobile come lo vorremmo.
  • edificio datato. Si tratta di un immobile che ha bisogno di medie e piccole ristrutturazioni. Va controllato con attenzione con l’aiuto di un esperto (un architetto o un geometra), perché bisogna verificare lo stato di elementi portanti dell’immobile quali il tetto, l’impianto elettrico e se si trova in una zona sismica, se è stato messo in sicurezza con gli interventi richiesti.

rudere abbandonato. In questa tipologia rientrano anche i ruderi industriali. Come prima cosa vanno verificati con il catasto piantine e documenti. Prima di prendere un’importante decisione di acquisto in previsione di una ristrutturazione, bisogna capire se è consentita o ci sono dei vincoli storici o paesaggistici. Quindi è molto importante controllare le carte, anche perché in caso di proprietà molto vecchie possono essere smarriti o da rifare

Le 4 domande per aiutarti decidere se acquistare un immobile da ristrutturare

Prima di indirizzarti sull’acquisto di questo tipo di proprietà, che solitamente hanno il vantaggio di un prezzo molto allettante, devi fare queste riflessioni e valutazioni:

  1. decidere quale sarà lo scopo della ristrutturazione (vuoi vendere subito? O vuoi goderti per un po’ di anni la proprietà?)
  2. calcolare il costo per far tornare la proprietà a un valore appetibile per la rivendita
  3. calcolare quanto tempo puoi dedicare alla ristrutturazione (o quanto ti costerebbe delegare e a chi)
  4. calcolare se vuoi farne una struttura ricettiva, considera l’ambiente circostante: il vicinato, la posizione dell’immobile e tutti i permessi richiesti per poter accogliere gli ospiti nel tuo immobile.

Come evitare problemi con una casa da ristrutturare

Bisogna sempre essere pragmatici quando desideriamo acquistare una casa abbandonata o dismessa. Infatti peggiori saranno le sue condizioni, più basso sarà il costo o il margine per trattare. Ma è importante fissare un budget che include il costo per l’acquisto e per le sue ristrutturazioni. A questo budget bisogna aggiungere un extra + 20%, che sarà il costo per spese che non avevamo previsto, perché una ristrutturazione presenta spesso delle sorprese! Se non calcoli bene il denaro che spenderai, lasciandoti un margine rischi di rimanere in stallo: con una casa che non riesci a sistemare, mentre paghi le tasse per averla acquistata. Un incubo in cui nessuno vuole ritrovarsi!

Occhio alle proprietà pignorate, con ipoteche o altre situazioni problematiche. L’ideale come sempre è affidarsi a un’Agenzia Immobiliare e non trattare con privati, infatti un Agente Immobiliare ha esperienza di queste situazioni e saprà fare le domande e le verifiche giuste per controllare che tutto sia in ordine difronte alla legge. Fino a quando avrai la giusta stabilità economica, e le giuste motivazioni, potrai realizzare il tuo sogno e diventare un piccolo imprenditore immobiliare. Infine ricorda sempre, in caso di ville con ettari di terreno attorno, che anche questo richiede manutenzione. Decidi quindi se e come sfruttarlo, calcola il costo per mantenere la proprietà in ordine una volta che l’avrai rimessa in piedi e se deciderai di fare un frutteto o una piantagione, quanto denaro ti servirà per tenerlo in attività.

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3 consigli di Copywriting per scrivere il post blog perfetto

Non basta scrivere un testo: scopri come rendere efficaci i tuoi contenuti online.

I blog funzionano ancora? I blog vanno alla grande! Perché permettono di approfondire dei contenuti con chi ci segue (followers, clienti, potenziali partners per la nostra attività) e soprattutto danno visibilità al nostro sito.

Quindi arriviamo al tasto dolente: ma come scrivere il post di un blog, affinché il copywriting sia davvero efficace e non si riveli uno spreco di tempo?

Per prima cosa bisogna capire che un blog è una forma di scrittura diversa da un articolo per la carta stampata, un romanzo o un racconto breve.

L’articolo di un blog è destinato a una pagina web, pertanto ha una forma di scrittura ben definita e differente dalle altre.

Il copy di un blog deve essere di impatto, oltre che deve avere un contenuto originale. Per avere un blog di successo bisogna rispettare delle regole che spaziano dalla scrittura alla forma del vostro articolo, vediamole una per una

1. Il titolo di articolo di blog è fondamentale

La regola del titolo (potremmo chiamarla così!) è importantissima per tutti i media, programmi televisivi, libri, quotidiani.

E quando si tratta di contenuti online, il titolo rappresenta la copertina del vostro lavoro. Ed è vero: le persone giudicano un libro dalla copertina.

Il titolo del tuo articolo di blog, è l’unico strumento di copywriting che hai, per fare una grande, prima impressione. Scrivere un titolo accattivante è una disciplina a sé stante, con la quale è bene familiarizzare.

Questi elementi ti aiutano a scrivere un grande titolo:

  • Inserisci dei numeri. Permette alle persone di capire rapidamente l’entità del valore.
  • Comunica valore. Fai capire alle persone che il contenuto del testo che leggeranno, per loro è importante, che in quel blog post troveranno dei contenuti per loro interessanti e di valore.
  • Usa dei verbi. Le azioni parlano più delle parole. I verbi sono le parole delle azioni. Bisogna inserire sempre almeno un verbo nel titolo di un articolo per blo
  • Usa l’iperbole. Le persone vogliono sempre qualcosa lo straordinario e l’iperbole inserita nel copy cattura subito l’attenzione, è una promessa di originalità
  • Esplicita bene l’argomento del post. Metti in chiaro di cosa parlerai, le persone non vogliono perdere tempo in contenuti che non sono di loro interesse.

Per scrivere un buon titolo, non è necessario inserire tutti e 5  punti sopra, però non bisogna tenerli bene a mente quando si crea un titolo.

2. Il primo paragrafo è fondamentale per un post blog

Chi legge, si impegnerà a farlo solo se gli è stato promesso che il contenuto sarà interessante. Ecco perché il primo paragrafo di un blog è molto importante, perché assicura il lettore che si appassionerà non appena inizierà a leggere il copy del blog.

Se il titolo è una promessa, allora dovete mantenerla velocemente, per non perdere il lettore in pochi secondi.

Bisogna rafforzare la promessa che il vostro contenuto darà valore a chi lo legge, così le persone rimarranno sulla pagina web.

Si tratta della cosiddetta “piramide rovesciata”: date la priorità a ciò che è più importante (lo stiamo facendo anche in questo articolo, notate che non è un conto alla rovescia?), seguitelo con altre informazioni importanti e poi allargatevi al contesto generale.

3. Scrivi paragrafi corti e veloci per il web

Le ricerche dimostrano che i lettori online analizzano i contenuti secondo uno schema a “F”. L’”F” pattern, indica proprio la disposizione grafica dei contenuti che sembrano delineare una F.

Spezzare i paragrafi assicura che i lettori assorbano il maggior numero di informazioni, anche se si limitano a una semplice scansione dei contenuti del copy senza leggere tutto.

I blocchi di testo molto lunghi impediscono alle persone di prestare attenzione, perché non sanno dove focalizzare lo sguardo.

Mantenere i paragrafi corti permette a chi legge di scansionarli alla ricerca di contenuti di interesse.

Inoltre, i paragrafi brevi, agiscono come trampolini di lancio: fanno rimbalzare le persone da uno all’altro e mantengono la loro attenzione più a lungo.

Con questi tre semplici accorgimenti di copywriting, i tuoi testi per blog risulteranno molto più efficaci. Ci sono altri consigli, più tecnici, che approfondiremo in un prossimo articolo. Ovviamente il suggerimento principe, per la scrittura, è quello di fare molta pratica: bisogna prendere confidenza con il linguaggio, solo così diventerà poi automatico applicare strutture precise ai vostri copy senza risultare artificiosi

Un libro molto interessante che vi consigliamo per approfondire l’argomento è questi: clicca qui

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